Ambiente e Corte dei Conti: prevenzione, spesa evitabile e razionalità dell’azione pubblica

Pubblicato il 30 gennaio 2026 alle ore 08:04

Il rapporto tra ambiente e finanza pubblica non è più un tema marginale della pubblica amministrazione: l’azione amministrativa in materia ambientale può produrre danni economici concreti per l’ente e la gestione di rischi prevedibili deve essere affrontata anche alla luce delle regole di sana gestione finanziaria e responsabilità amministrativo-contabile. In Italia il controllo sulla gestione delle risorse pubbliche è affidato alla Corte dei Conti, il giudice speciale che verifica legalità, efficienza e correttezza delle scelte di spesa degli enti pubblici e degli amministratori.

Lungi dall’essere un dogma astratto, il principio di prevenzione delle spese evitabili e di coerenza della spesa è oggi centrale anche nelle valutazioni dei controllori, soprattutto quando l’inerzia amministrativa produce effetti negativi sulle risorse pubbliche e sull’ambiente.

📜 Quadro giuridico essenziale

🧑‍⚖️ Funzione della Corte dei Conti

La Corte dei Conti svolge funzioni di controllo preventivo e successivo sulla gestione delle finanze pubbliche e, attraverso la sua giurisdizione contabile, verifica le responsabilità degli amministratori e dirigenti in caso di danni economici causati alla collettività dai loro comportamenti.

In particolare, la giurisdizione contabile riguarda:

  • la verifica della legalità e regolarità della gestione finanziaria degli enti pubblici;

  • l’accertamento di eventuali danni erariali cagionati da azioni od omissioni di soggetti pubblici;

  • l’accertamento della trasparenza, efficienza ed economicità della spesa.

📊 Danno erariale e responsabilità amministrativa

Il danno erariale consiste nel danno economico sofferto dallo Stato o da un ente pubblico in conseguenza dell’attività o dell’omissione di un soggetto che agisce per conto della pubblica amministrazione. Non è necessario che il danno sia solo patrimoniale: può comprendere anche la lesione di interessi pubblici più ampi (es. inefficiente impiego di risorse, danno all’economia dell’ente).

La giurisdizione contabile si attiva quando:

  • vi è malagestione documentabile;

  • la decisione o omissione determina esborsi evitabili;

  • l’atto è adottato senza adeguata istruttoria, motivazione o coerenza con obiettivi istituzionali.

🔎 Profili critici per l’azione ambientale amministrativa

1. Prevedibilità del rischio ambientale

Il diritto amministrativo moderno richiede che i rischi prevedibili siano gestiti non come emergenze isolate, ma come aspetti da includere nella programmazione ordinaria dell’ente. Un fenomeno naturale ricorrente e conosciuto (es. siccità, dissesto idrogeologico, inquinamento locale) implica l’esistenza di un rischio prevedibile e quindi un dovere di valutazione preventiva delle scelte di spesa.

Ciò significa che l’ente può non essere responsabile dell’evento in sé, ma potrebbe esserlo per mancata gestione integrata dei rischi, con conseguenti esborsi evitabili. Per la Corte dei Conti la prevedibilità è spesso il discrimine tra buona gestione e inadeguatezza amministrativa.

2. Spesa evitabile e cattiva programmazione

Una decisione che genera costi significativi può essere ritenuta criticabile se:

  • non è stata corredata da una adeguata istruttoria tecnico-giuridica;

  • non ha considerato alternative più efficienti;

  • è incoerente con i piani programmatori dell’ente;

  • non è conforme ai criteri di economicità ed efficacia.

Risultano particolarmente esposti a rilievo contabile scenari nei quali la spesa è frutto di omissioni programmatiche (es. mancata manutenzione preventiva, scarso presidio di infrastrutture, ritardi nei bandi di appalto) che potevano essere evitati con un’adeguata programmazione.

3. Coerenza e motivazione delle scelte

La Corte dei Conti non giudica solo il risultato, ma soprattutto la processualità delle decisioni. Un atto ambientalmente rilevante (es. pianificazioni, affidamenti di servizi ambientali, gestione dei rischi) può essere criticato se:

  • manca la tracciabilità delle alternative valutate;

  • la motivazione non coglie i rischi noti;

  • si omette la correlazione con strumenti di programmazione ordinaria.

In ambito ambientale, la motivazione diventa essenziale per dimostrare che l’ente ha tenuto conto di tutte le variabili di rischio ed ha adottato misure coerenti con le risorse disponibili.

🛠️ Implicazioni operative per enti locali

Per prevenire rilievi contabili e assicurare coerente uso delle risorse, è necessario:

  1. Documentare l’istruttoria in tutte le decisioni di impatto ambientale, incluso il confronto tra opzioni alternative;

  2. Collegare l’attività ambientale a strumenti di programmazione finanziaria e tecnica (piani, regolamenti, piani di emergenza);

  3. Considerare la gestione dei rischi ambientali come evento ordinario da inserire nel ciclo di bilancio e nei piani di investimento;

  4. Utilizzare indicatori di performance e audit interno per monitorare spesa e risultati;

  5. Motivare esplicitamente nel provvedimento perché la scelta adottata è ragionevole e sostenibile sul piano economico.

📌 Conclusioni

L’intersezione tra ambiente e controllo contabile non è un concetto astratto, ma una dimensione concreta della governance pubblica. La Corte dei Conti giudica l’azione degli enti non solo rispetto alla legalità formale, ma anche alla razionalità, efficacia ed economicità delle decisioni che possono avere impatto ambientale e finanziario.

La prevenzione delle spese evitabili e la gestione dei rischi ambientali devono essere parte integrante del buon andamento dell’amministrazione: ciò implica pianificazione, istruttoria, motivazione e responsabilità, non mera reattività.

🧾 In sintesi

  • La Corte dei Conti controlla legalità, efficienza ed economicità della spesa pubblica, incluse le decisioni ambientali.

  • Un danno erariale può includere esborsi evitabili derivanti da cattiva gestione del rischio ambientale.

  • Il rilievo contabile nasce dalla mancata gestione preventiva e dalla carente motivazione.

  • La documentazione e l’integrazione con la programmazione sono presìdi di tutela amministrativa.

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