I cambiamenti climatici non sono più una previsione futura, ma una realtà che si manifesta quotidianamente a livello locale: eventi estremi, alluvioni, siccità, ondate di calore.
Il territorio è la prima linea di impatto e, al tempo stesso, il primo ambito in cui è possibile intervenire in modo efficace. Tuttavia, troppo spesso le politiche pubbliche restano improntate alla gestione dell’emergenza, piuttosto che alla prevenzione.
L’adattamento climatico richiede una nuova lettura della pianificazione urbanistica, capace di integrare:
-
consumo di suolo;
-
gestione delle acque;
-
verde urbano;
-
resilienza delle infrastrutture.
I piani urbanistici, se non aggiornati in chiave climatica, rischiano di amplificare le vulnerabilità esistenti, esponendo cittadini e beni pubblici a rischi crescenti.
L’adattamento non è una rinuncia allo sviluppo, ma una sua riprogettazione intelligente, che tenga conto dei limiti ambientali e delle caratteristiche specifiche di ogni territorio.
Le amministrazioni locali, pur con risorse limitate, hanno un ruolo decisivo: orientare le scelte, coordinare gli attori, rendere il clima un criterio strutturale delle politiche pubbliche.
🔑 Punti chiave
-
Il clima si gioca a livello locale
-
L’emergenza non può sostituire la pianificazione
-
Urbanistica e adattamento devono dialogare
-
Il territorio è parte della soluzione
Aggiungi commento
Commenti