Adeguamento ISTAT 2026 del Canone Unico Patrimoniale: nuovi importi per i servizi di rete

Pubblicato il 20 gennaio 2026 alle ore 09:53

Con il comunicato ISTAT del 16 gennaio 2026 sono stati pubblicati i dati definitivi sull’andamento dei prezzi al consumo nel 2025. In media, l’inflazione annua si attesta all’1,2%, mentre l’indice FOI al netto dei tabacchi, rilevante ai fini dell’aggiornamento del Canone Unico Patrimoniale (CUP), registra una variazione annua pari all’1,1% rispetto a dicembre 2024.

 

Ai fini CUP, assume rilievo l’articolo 1, comma 831, della legge 160/2019, che disciplina le occupazioni effettuate con cavi e condutture per l’erogazione di servizi pubblici, stabilendo che tutti gli importi sono rivalutati annualmente in base all’indice ISTAT dei prezzi al consumo rilevati al 31 dicembre dell’anno precedente. La formulazione normativa induce a ritenere che l’adeguamento riguardi sia le tariffe per utenza, sia l’importo minimo di versamento, fissato originariamente a 800 euro.

Analoga previsione è contenuta nel comma 831-bis (introdotto dal DL 77/2021) per le occupazioni delle reti e infrastrutture di comunicazione elettronica, dove il canone è determinato in misura fissa, anch’essa soggetta a rivalutazione ISTAT.

Evoluzione ISTAT negli anni di applicazione del CUP

Nei primi anni di vigenza del canone, gli adeguamenti ISTAT sono stati i seguenti:

  • 2022: +3,8%

  • 2023: +11,3%

  • 2024: +0,6%

  • 2025: +1,1%

  • 2026: +1,1%

L’incremento complessivo maturato in cinque anni è pari a +18,80%.

Importi aggiornati per i versamenti 2026 (scadenza 30 aprile)

Alla luce dell’adeguamento ISTAT 2025 (+1,1%), le nuove misure di riferimento risultano:

  • Comuni fino a 20.000 abitanti: da € 1,77 a € 1,79 per utenza

  • Comuni oltre 20.000 abitanti: da € 1,18 a € 1,19 per utenza

  • Importo minimo di versamento: da € 940,02 a € 950,36

Rilevanza sistemica dell’aggiornamento ISTAT

Il dato ISTAT 2025 assume rilievo anche in relazione alla novità introdotta dal DL 95/2025, convertito nella legge 118/2025, che ha modificato l’articolo 1, comma 817, della legge 160/2019, riconoscendo agli enti locali la facoltà di rivalutare annualmente l’intero impianto tariffario del canone sulla base dell’indice ISTAT.

La variazione FOI dell’1,1% costituisce quindi un parametro concreto e immediatamente utilizzabile dai Comuni per eventuali aggiornamenti regolamentari delle tariffe CUP, oltre a quelli già previsti “di legge” per le occupazioni dei servizi di rete.

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