ONLUS e RUNTS: dal 2026 cambia il regime, effetti diretti sui tributi locali

Pubblicato il 23 dicembre 2025 alle ore 06:41

Con comunicato stampa del 16 dicembre 2025, il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha ricordato che dal 1° gennaio 2026 sarà definitivamente soppressa l’Anagrafe unica delle ONLUS, oggi tenuta dall’Agenzia delle Entrate.

Le ONLUS che intendono continuare a operare come enti del Terzo Settore dovranno presentare domanda di iscrizione al RUNTS entro il 31 marzo 2026, ai sensi dell’art. 34, comma 3, del D.M. 106/2020.
Entro lo stesso termine, le ONLUS che scelgano invece di acquisire la qualifica di impresa sociale dovranno presentare istanza di iscrizione al Registro delle imprese, secondo quanto previsto dall’art. 5, comma 2, del D.lgs. 112/2017.

Effetti sui tributi locali

Il passaggio definitivo al Codice del Terzo Settore produce impatti rilevanti in materia di fiscalità locale, che dal 2026 trova il proprio riferimento principale nell’articolo 82 del D.lgs. 117/2017.

In particolare:

  • IMU: sono esenti gli immobili posseduti e direttamente utilizzati dagli enti non commerciali del Terzo Settore, iscritti al RUNTS, destinati in via esclusiva e con modalità non commerciali allo svolgimento di attività assistenziali, sanitarie, didattiche, culturali, ricreative, sportive, di ricerca scientifica e di culto, alle condizioni già previste dalla normativa IMU per gli enti non commerciali (art. 82, comma 6);

  • altri tributi locali (TARI, imposta di soggiorno, ecc.): Comuni, Province, Città metropolitane e Regioni possono prevedere, con propria deliberazione, riduzioni o esenzioni a favore degli ETS che non svolgono in via esclusiva o prevalente attività commerciale (art. 82, comma 7).

Il punto chiave

Dal 1° gennaio 2026, le agevolazioni fiscali locali non saranno più riconoscibili sulla sola base della qualifica di ONLUS, ma richiederanno l’iscrizione al RUNTS.
Il periodo fino al 31 marzo 2026 rappresenta quindi una fase transitoria decisiva, durante la quale le ONLUS devono completare il percorso di adeguamento per non perdere i benefici fiscali, in particolare l’esenzione IMU.

Per i Comuni, si apre una fase che richiederà attenzione applicativa e coerenza regolamentare, in attesa di eventuali chiarimenti ministeriali sui casi di mancata iscrizione o di liquidazione degli enti.

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