I mercati digitali globali sono dominati da poche grandi piattaforme tecnologiche che gestiscono enormi quantità di dati e influenzano profondamente l’economia, i consumi e l’innovazione. Negli ultimi anni l’Unione europea e altre giurisdizioni hanno introdotto normative specifiche per contrastare gli effetti di concentrazione e abuso di potere nei mercati digitali. Questa regolazione riguarda non solo l’antitrust tradizionale, ma anche norme ex ante, tutela degli utenti e protezione dei dati personali.
Al centro di questa evoluzione c’è la consapevolezza che la sola normativa antitrust “classica” (articolo 102 del TFUE), pur restando fondamentale, non è sempre sufficiente ad affrontare dinamiche complesse di potere di mercato proprie delle piattaforme digitali, soprattutto quando esse integrano servizi, dati e ruoli nei processi di intermediazione.
📜 Quadro giuridico essenziale
1) Norma antitrust vs. strumenti regolatori ex ante
La disciplina antitrust tradizionale interviene ex post per reprimere comportamenti anticoncorrenziali (abuso di posizione dominante, cartelli, concentrazioni dannose). Tuttavia, nel contesto digitale questo approccio può arrivare troppo tardi per neutralizzare effetti di mercato consolidati.
Per superare questi limiti, l’Unione europea ha adottato strumenti ex ante come:
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Regulation (EU) 2022/1925 (Digital Markets Act) (DMA): normativa che identifica criteri oggettivi per qualificare grandi piattaforme come “gatekeeper”, imponendo loro doveri e divieti per promuovere mercati più equi e contestabili.
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Digital Services Act (DSA): disciplina complementare incentrata sulla sicurezza dei contenuti e sulla responsabilità delle piattaforme.
La DMA non elimina le regole antitrust, ma le completa e rafforza, spostando parte dell’azione regolatoria prima che si verifichino abusi gravi e consolidati.
📍 Cosa regola il Digital Markets Act (DMA)
La DMA si applica alle piattaforme identificate come “gatekeeper”: soggetti con:
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una posizione di mercato stabile e significativa;
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un ruolo centrale nel collegare imprese e utenti;
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accesso a ingenti quantità di dati.
Tre elementi chiave della DMA sono:
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Obblighi di correttezza competitiva: divieti e doveri volti a evitare pratiche anticoncorrenziali come il self-preferencing o il blocco all’accesso dei dati.
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Interoperabilità e portabilità dei dati: capacità per utenti e imprese di spostare facilmente informazioni tra servizi.
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Misure su accesso e interoperabilità: obbligo per i gatekeeper di garantire accesso equo agli sviluppatori e agli utenti.
Per le violazioni possono essere previste sanzioni molto elevate (fino al 10% del fatturato mondiale), con ulteriori penalità per mancata conformità continuativa.
⚖️ Antitrust tradizionale e mercati digitali
Nonostante la DMA, il diritto antitrust rimane fondamentale per:
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affrontare pratiche di abuso di mercato non coperte da norme ex ante;
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valutare concentrazioni/merger che riducono la concorrenza;
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intervenire su modelli di prezzo anti-concorrenziali, incluso l’uso di algoritmi per determinare prezzi e ridurre la concorrenza.
In alcuni casi gli strumenti tradizionali e quelli nuovi possono essere applicati in parallelo, richiedendo una gestione coerente tra autorità di concorrenza e regolatori digitali.
🧠 Piattaforme e protezione dei dati personali
Le regole sui mercati digitali non sostituiscono, ma si integrano con:
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Regulation (EU) 2016/679 (GDPR), che garantisce la protezione dei dati personali;
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disciplina del consenso, trasparenza e diritti dell’utente.
Anche sotto il DMA, le piattaforme devono rispettare il GDPR e altre norme sulla privacy: ad esempio, non possono compiere pratiche commerciali che costringono gli utenti a rinunciare alla protezione dei dati come condizione di accesso al servizio.
Uno dei casi più significativi riguarda proprio questo tema: la Commissione europea ha contestato a Meta Platforms la pratica del modello “pay or consent”, ritenuta in violazione delle regole digitali perché impedisce ai consumatori di scegliere una versione del servizio che protegga maggiormente i propri dati.
🚨 Interazione tra dati, concorrenza e diritti degli utenti
La disponibilità di dati su larga scala è uno dei fattori principali che dà potere alle grandi piattaforme. Per questo:
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le regole sulla condivisione dei dati e l’accesso alle API si intrecciano con la concorrenza;
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l’uso dei dati personali per profilazione e targeting pubblicitario è scrutinato sia dal GDPR sia dal DMA/antitrust;
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i mercati digitali richiedono regole che evitino il blocco dei dati come barriera all’ingresso per innovatori più piccoli.
In alcune prospettive teoriche e dottrinali, strumenti come i dati aperti si configurano come una forma di regolazione indiretta dei mercati digitali, potendo favorire competitività e destrutturare posizioni dominanti se applicati in modo coerente.
📌 Profili critici e sfide operative
1) Sovrapposizione normativa e applicazione coerente
La coesistenza di DMA, antitrust tradizionale, DSA e GDPR richiede:
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cooperazione tra autorità;
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chiari criteri di enforcement;
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capacità di gestione dei conflitti tra protezione della concorrenza e tutela dei diritti individuali.
2) Definire “gatekeeper” e ambiti d’applicazione
Fissare criteri oggettivi per individuare piattaforme dominanti è complesso e oggetto di dibattito politico e giuridico.
3) Innovazione vs regolazione
Le misure volte ad aumentare la concorrenza devono seguire un equilibrio tra apertura dei mercati e non soffocare l’innovazione nelle tecnologie emergenti.
🛠️ Conclusioni
La regolazione dei mercati digitali è il nuovo fronte della governance economica, che integra strumenti di concorrenza classici con norme ex ante capaci di intervenire prima che una posizione dominante sia consolidata. L’approccio europeo con il Digital Markets Act rappresenta oggi una delle esperienze più avanzate al mondo per conciliare concorrenza, tutela dei consumatori e rispetto dei diritti personali dei cittadini, ma resta un lavoro in evoluzione.
In sintesi
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La regolazione digitale non si limita all’antitrust tradizionale: norme come il DMA impongono regole specifiche ai “gatekeeper”.
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La tutela dei dati personali resta centrale e complementare alla concorrenza.
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I mercati digitali richiedono strumenti normativi innovativi e cooperazione istituzionale.
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