Imu, dichiarazioni tardive entro il 29 settembre con la riforma del sistema sanzionatorio

Pubblicato il 23 settembre 2025 alle ore 09:31

Per le situazioni rilevanti verificatesi nel 2024, è possibile presentare le dichiarazioni IMU non trasmesse entro il termine ordinario del 30 giugno fino al 29 settembre, avvalendosi del ravvedimento operoso.

A seguito delle modifiche introdotte dal Dl sanzioni (Dl 87/2024) all’articolo 13 del Dlgs 472/1997, per le violazioni commesse dal 1° settembre 2024 la riduzione della sanzione è ammessa solo se l’inadempimento dichiarativo viene sanato entro 90 giorni dalla scadenza. Poiché il novantesimo giorno cade di domenica (28 settembre), il termine slitta a lunedì 29.

La nuova disciplina ha superato l’orientamento espresso dal Dipartimento delle Finanze a Telefisco 2024, secondo cui, per i tributi locali, la dichiarazione tardiva poteva essere presentata in qualsiasi momento prima dell’accertamento, con applicazione del ravvedimento. Resta però fermo che, anche dopo la riforma, la dichiarazione IMU presentata oltre i 90 giorni non è invalida, ma semplicemente non beneficia della riduzione sanzionatoria.

Nel sistema dei tributi locali, infatti, non esiste una distinzione normativa tra dichiarazione omessa e tardiva: il Dl 87/2024 incide esclusivamente sul trattamento sanzionatorio, senza introdurre una decadenza automatica dal beneficio o dall’efficacia della dichiarazione.

Poiché l’obbligo dichiarativo IMU riguarda prevalentemente esenzioni e riduzioni, e solo in casi specifici la legge prevede espressamente la perdita del beneficio per tardività, la dichiarazione mantiene, nelle altre ipotesi, un valore prevalentemente formale. Ne consegue che, in presenza di un’esenzione senza imposta dovuta, la sanzione per il ritardo dovrebbe essere applicata nel minimo fisso di 50 euro, non ravvedibile se il termine dei 90 giorni è superato.

Sul punto non fornisce chiarimenti il decreto legislativo attuativo della delega fiscale sui tributi locali, approvato in via preliminare il 9 maggio 2025, che sembra invece orientarsi verso un modello in cui la dichiarazione assume efficacia costitutiva delle agevolazioni. L’eventuale delimitazione di tale obbligo generalizzato è demandata al futuro decreto ministeriale che disciplinerà l’invio telematico e individuerà i casi in cui la dichiarazione sarà effettivamente necessaria ai fini del riconoscimento dei benefici.

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