Casa assegnata all’ex coniuge e figli maggiorenni: quando scatta il rischio IMU

Pubblicato il 2 dicembre 2025 alle ore 16:00

Con l’avvicinarsi del saldo IMU 2025 riemerge il contrasto tra contribuenti e Comuni sulla tassazione della casa familiare assegnata dal giudice quando i figli sono maggiorenni ma non economicamente autosufficienti.

Il nodo normativo
La legge IMU (art. 1, commi 741 e 743, L. 160/2019) considera abitazione principale la casa familiare assegnata al genitore affidatario, attribuendogli anche la soggettività passiva. Sul piano civilistico, l’assegnazione mira a tutelare l’interesse dei figli e cessa solo con un nuovo provvedimento del giudice (art. 337-quinquies c.c.).

La posizione dei Comuni
Molti enti sostengono che, raggiunta la maggiore età dei figli, venga meno la qualifica di “genitore affidatario” ai fini IMU. Di conseguenza, la soggettività passiva tornerebbe al proprietario non assegnatario, spesso privo di disponibilità dell’immobile ma chiamato a pagare l’imposta.

La tesi dei contribuenti
I contribuenti contestano questa lettura: la maggiore età non fa cessare automaticamente l’assegnazione, che resta efficace finché i figli convivono e non sono autosufficienti. Solo il giudice può revocare il diritto di abitazione; il Comune non può sindacare il provvedimento. Inoltre, tassare chi non ha la disponibilità del bene contrasta con il principio di capacità contributiva (richiamato anche dalla Consulta, sent. 60/2024, in tema di immobili indisponibili).

L’orientamento giurisprudenziale prevalente
La giurisprudenza più recente (e la prassi MEF) tutela il coniuge assegnatario anche con figli maggiorenni non autosufficienti, affermando che:

  • l’assegnazione perdura oltre la maggiore età se permane la convivenza e la non autosufficienza;

  • la riforma IMU ha portata estensiva, includendo anche le coppie di fatto;

  • la soggettività passiva non dipende automaticamente dall’età o dall’autosufficienza dei figli;

  • la revoca dell’assegnazione richiede un nuovo atto giudiziale.

Conclusione
Il rischio IMU per il proprietario non assegnatario nasce da interpretazioni restrittive comunali, ma l’indirizzo giurisprudenziale prevalente riconosce l’esenzione/assimilazione ad abitazione principale in capo al genitore assegnatario finché l’assegnazione giudiziale resta efficace, anche con figli maggiorenni non autosufficienti.

Aggiungi commento

Commenti

Non ci sono ancora commenti.