Messaggi pubblicitari plurimi: regime diverso tra imposta comunale e canone unico

Pubblicato il 15 gennaio 2026 alle ore 08:51

La Corte di Cassazione ha confermato che, in presenza di più messaggi pubblicitari sullo stesso impianto, il criterio di calcolo del prelievo cambia a seconda che si applichi la vecchia imposta comunale sulla pubblicità o il canone unico patrimoniale (CUP) in vigore dal 2021.

Imposta comunale sulla pubblicità (D.Lgs. 507/1993)

Il presupposto impositivo è il mezzo pubblicitario inteso come forma di comunicazione.
Se su un unico pannello sono presenti messaggi riferiti a imprese diverse, il tributo:

  • si calcola sulla superficie espositiva utilizzata da ciascuna impresa,

  • indipendentemente dalle dimensioni complessive dell’impianto.

In pratica, ogni messaggio “paga” per la sua superficie.

Canone unico patrimoniale (dal 2021)

La disciplina del CUP (art. 1, comma 825, L. 160/2019, come modificata) prevede che:

  • quando l’impianto contiene più messaggi, anche di soggetti diversi,

  • la superficie imponibile è quella dell’intero impianto oggetto di concessione/autorizzazione.

Niente retroattività

La Cassazione chiarisce che la regola del CUP è sostanziale e non interpretativa:

  • non ha effetto retroattivo,

  • non si applica ai periodi antecedenti alla sua entrata in vigore.

In sintesi:

  • Prima del 2021 (imposta) → conteggio per singolo messaggio.

  • Dal 2021 (CUP) → conteggio sull’intero impianto.

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