L’applicazione dell’IMU nei casi di assegnazione dell’abitazione a uno dei genitori è oggi una delle aree più controverse della fiscalità locale. Il nodo nasce dall’art. 1, comma 741, lett. c), n. 4 della legge 160/2019, che assimila ad abitazione principale la casa familiare assegnata al genitore affidatario dei figli, attribuendo a quest’ultimo un diritto di abitazione ai soli fini IMU.
Cosa è cambiato con la “nuova IMU”
La norma ha avuto un effetto espansivo, includendo anche le assegnazioni disposte in assenza di matrimonio (genitori non coniugati), ma ha introdotto al contempo una condizione nuova: l’assegnazione deve avvenire a favore del genitore affidatario dei figli. Questo requisito non era presente nella disciplina previgente, che riconosceva l’esenzione IMU alla casa coniugale assegnata al coniuge indipendentemente dall’affidamento e dall’età dei figli.
Le interpretazioni contrapposte
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MEF (Circolare 1/DF/2020): sostiene che la nuova formulazione non abbia modificato la sostanza della disciplina, ma si sia limitata a estenderla anche ai casi senza matrimonio. Secondo il Ministero, “nulla è mutato rispetto alla disciplina precedente”.
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IFEL: collega l’agevolazione IMU alla disciplina civilistica dell’assegnazione della casa familiare, ritenendo rilevanti soprattutto i figli minori (o maggiorenni con handicap grave), e sollevando criticità nei casi di figli maggiorenni.
Il riflesso nella giurisprudenza
La giurisprudenza di merito si è divisa:
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Orientamento estensivo: considera la norma del 2019 come un ampliamento della disciplina precedente, mantenendo l’esenzione anche oltre i casi tipici di affidamento di figli minori.
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Orientamento restrittivo: ritiene invece che la legge 160/2019 abbia sostituito la disciplina previgente, limitando l’agevolazione ai soli casi di affidamento di figli minori (o assimilati).
Il problema irrisolto
Entrambe le letture non coprono integralmente tutte le fattispecie oggi diffuse, in particolare:
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genitori non coniugati;
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figli maggiorenni, non economicamente autosufficienti ma privi di un provvedimento di affidamento in senso tecnico.
Questi casi restano ai margini sia della disciplina del DL 16/2012 (legata al matrimonio) sia di quella della legge 160/2019 (legata all’affidamento), generando incertezza applicativa e un contenzioso crescente.
Conclusione
La normativa IMU sull’assegnazione della casa familiare appare incompleta e incoerente, qualunque sia l’interpretazione adottata. In assenza di una riscrittura organica, il sistema continuerà a produrre contenziosi e rischi di censure di legittimità costituzionale, soprattutto per i genitori non sposati con figli maggiorenni non autosufficienti, oggi di fatto esclusi dalle agevolazioni.
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