L’assimilazione all’abitazione principale incide direttamente su esenzioni e aliquote IMU ed è stata profondamente riordinata dalla legge 160/2019, che distingue tra fattispecie obbligatorie e ipotesi facoltative rimesse alla regolamentazione comunale. Proprio su queste ultime si sono concentrate, negli anni, interpretazioni difformi e contenziosi. La circolare del 18 dicembre 2025 fornisce oggi un quadro più coerente, alla luce della normativa statale, della prassi MEF e della giurisprudenza.
Anziani e disabili ricoverati
L’art. 1, comma 741, lett. c), n. 6, L. 160/2019 consente ai Comuni di assimilare ad abitazione principale l’immobile posseduto da anziani o disabili ricoverati in modo permanente, purché l’unità non sia locata. L’uso del termine “posseduta” amplia il novero dei beneficiari a tutti i titolari di diritti reali rilevanti ai fini IMU.
Il MEF ha chiarito che i Comuni non possono introdurre requisiti ulteriori – come la preesistenza dell’abitazione principale – non previsti dalla legge. La giurisprudenza di merito sta confermando l’illegittimità di regolamenti comunali restrittivi. Operativamente, quindi, l’ente deve limitarsi a verificare: status soggettivo, ricovero permanente e assenza di locazione.
Casa familiare assegnata
La disciplina dell’assegnazione della casa familiare al genitore affidatario, riformata dal 2020, non riguarda più solo i coniugi ma anche le convivenze di fatto con figli. Il provvedimento del giudice costituisce, ai fini IMU, un diritto di abitazione in capo al genitore assegnatario, che diventa soggetto passivo.
Secondo l’orientamento prevalente, l’assimilazione non può essere disconosciuta dal Comune in assenza di revoca del provvedimento giudiziale, anche se i figli diventano maggiorenni. Resta però imprescindibile la residenza anagrafica e la dimora abituale del genitore assegnatario: in mancanza di tali requisiti, il beneficio non spetta.
Conclusione
La circolare invita i Comuni a un’applicazione sostanziale e non restrittiva dell’assimilazione IMU, nel rispetto dei limiti della potestà regolamentare. Un approccio coerente con la norma statale e la prassi ministeriale riduce il rischio di contenzioso e garantisce uniformità nell’azione amministrativa.
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